Ma nonostante la maggioranza sia in crescente difficoltà e il centrodestra chieda con sempre più forza che si vada al voto prima possibile, Napolitano insiste sulle riforme, a cominciare da quella elettorale, da fare prima delle elezioni. Ma la sua voce cade nel vuoto. Quanto è successo l’altro ieri in Aula alla Camera con la riforma costituzionale che si è impantanata, la dice lunga sul clima politico. La Cdl sente di avere il vento in poppa con i sondaggi che la danno superfavorita e non ha quindi nessun interesse a affrontare una logorante stagione di riforme istituzionali che allontanerebbero la data delle elezioni. Così Berlusconi ha risposto al presidente della Repubblica con un secco no. «Non c'è modo - ha detto - e spazio per collaborare con questa sinistra sulle riforme». Napolitano ha rilanciato l’invito al dialogo davanti ai Cavalieri del Lavoro. È tornato a chiedere «una maggiore concentrazione» e più determinazione a trovare una soluzione «attraverso le indispensabili intese». A chi preme per andare subito al votro, Napolitano manda a dire che anche con un nuovo Parlamento, ci sarebbero gli stessi problemi di «governabilità» senza «equilibrati punti di riferimento» alle prese con «l’effetto negativo di esasperate forme di spettacolarizzazione e di contrapposizione politica». Napolitano fa anche capire che con le sue affermazioni non intende aiutare uno schieramento, o come il centrodestra gli rimprovera, di allungare la vita di una legislatura ormai morta. Napolitano sottolinea che è mosso solo «dall’impegno di favorire l’affermazione di un clima più propizio per la soluzione dei problemi». Napolitano una puntura l’ha riservata anche a quei ministri che hanno polemizzato con l’Fmi e il Governatore Mario Draghi sul ridimensionamento delle previsioni di crescita economica. «Le diversità di giudizio che si esprimono in sedi internazionali devono essere considerate legittime e Laura Della Pasqua