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La battaglia sulla giustizia

De Magistris: "La mia è legittima difesa"

Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris sarà convocato per chiarire il senso delle sue «accuse inquietanti». L’inchiesta Why not che ha sconvolto mezzo mondo della magistratura e della politica resta davanti a un bivio. (Commenta)

Luigi De Magistris Il pm di Catanzaro è stato avocato, le indagini sulla presunta loggia massonica e i finanziamenti illeciti sono al palo. E domani la quinta commissione del Csm deciderà sulla nomina di Enzo Iannelli, attualmente a Pisa, a procuratore di Catanzaro. Inizialmente si pensava che la decisione fosse di competenza della prima commissione, poi in serata la precisazione della segreteria del Csm: «Il provvedimento di avocazione, disposto dalla Procura generale presso la Corte di appello di Catanzaro, non è oggetto di esame e valutazione da parte della Prima commissione consiliare». E intanto Luigi De Magistris torna a parlare. Dice di essere stato «costretto» a intervenirepubblicamente «quasi per legittima difesa» a causa del «silenzio assordante generale». In merito, il ministro Antonio di Pietro, ha risposto al presidente Giorgio Napolitano che aveva suggerito di non fermare l’inchiesta: «Con tutto il rispetto, lui ieri ha detto "garantisco io". Sono d’accordo ma è la garanzia del giorno dopo. La vicenda ha preso una piega tale che comunque andrà a finire la frittata è già
fatta». E De Magistris ieri è tornato a pungere: «Il conflitto di interessi non è certo il mio, ho informato il procuratore aggiunto delle mie determinazioni. Se qualcuno sostiene che sono state violate le regole dice il falso». Poi auspica «un intervento rapido del Csm, che tuteli l’autonomia e l’indipendenza della magistratura» e dice che parlerà nelle sedi opportune dei «fatti gravi» avvenuti anche dopo l’avocazione. Definisce il provvedimento «un passo indietro di 50 anni» nei rapporti interni all’ordine giudiziario e, giudicandolo «inconsistente», dice che userà ogni strumento consentito perché sia rivisto.
  • 29/10/2007 22:43
    Arriverà il giorno del giudizio per questi sciacalli! Parlavano male di berlusconi e stanno facendo peggio! Hanno voluto coinvolgere anche DiPietro per tenerlo buono, ma il diavolo sa fare le pentole e non i coperchi che sono di proprietà del padreeterno.....
  • 24/10/2007 17:19
    Il comportamento di Clemente Mastella è talmente assurdo arrogante e prepotente che dimostra ancora una volta che la classe dirigente senza la minina dignità è arroccata alla "poltrona" per il vile denaro dimenticando che nella vita ci sono altri valori (ONESTA,CORRETTEZZA E SENSO DEL DOVERE PER COLORO CHE ANNO GIURATO FEDELTA ALLA REPUBBLICA ITALIANA) e non ai propri interessi. VERGOGNA!!
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