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Interni Esteri

Parla Giovanni Galloni, nel 1978 vice segretario vicario della Dc

Moro, la prigione era un'altra

«La prigione di Moro non era quella che le Br hanno dichiarato. Gli americani sapevano dove era quella vera. Questo lo so con certezza». Parole di Giovanni Galloni, nel 1978 vicesegretario vicario della Dc, corrente di sinistra, e dopo la morte dello statista tra le anime postmorotee dello scudocrociato.

Per questo, secondo Galloni, le speranze di saperne qualcosa di più sul sequestro e l'omicidio di Aldo Moro sono affidate agli archivi americani. «La verità la sapremo solo quando cadrà il segreto sui documenti conservati a Washington», ha osservato l'ex nel suo intervento alla presentazione del libro dello storico Giuseppe De Lutiis, «Il golpe di via Fani» (Sperling&Kupfer).
Gli Stati Uniti, secondo l'ex «ufficiale di collegamento tra la democrazia Cristiana e il Viminale», come lo ha definito Francesco Cossiga, dovevano essere al corrente degli «interna corporis» della vita politica italiana, visto che il suo nome è ampiamente citato in alcuni rapporti di Washington. «In uno di questi - ha spiegato - l'ambasciatore Usa rimprovera Fanfani di non aver assunto provvedimenti disciplinari nei confronti di noi "basisti" che avevamo aperto a sinistra». Quanto al sequestro Moro, Galloni, che sta per dare alle stampe un suo libro sulla vicenda, ha ricordato che il 5 maggio 1978, quattro giorni prima dell'esecuzione dell'ostaggio da parte delle Brigate Rosse, si incontrò con Amintore Fanfani. «Mettemmo a punto la riunione del 9 maggio. Egli disse: "la figura di Moro come uomo politico è distrutta, l'unica cosa che dobbiamo fare è salvargli la vita"». Ma come? «Qui ci sono misteri enormi», ha aggiunto l'ex vicesegretario Dc. «L'8 aprile il generale del Sid, Vito Miceli, partì per un viaggio misterioso a Washington dove prese contatto - ricorda - con grossi esponenti della Cia. In quella sede si disse che bastava scoprire il covo dove Moro era prigioniero».
Gli Usa sapevano dunque dove le Br tenevano rinchiuso Aldo Moro? «I servizi segreti sanno tante cose più dei giudici», ha detto Rosario Priore, l'ex giudice istruttore dell'inchiesta sulla strage di via Fani e l'omicidio del presidente Dc alla presentazione del libro di De Lutiis che larga parte dedica ai risvolti internazionali della vicenda.
Sull'evoluzione del sequestro di Moro, gli apparati, a giudizio di Giovanni Pellegrino, ex presidente della Commissione stragi, «hanno certamente influito. Del resto le Br, sono smentite dallo stesso Moro: quello ritrovati nella renault rossa in via Caetani non era il corpo di un uomo tenuto per 55 giorni in un buco dove non poteva neanche lavarsi. Fu prigioniero in condizioni diverse e in un luogo diverso».









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