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L'analisi

Nazioni create con un tratto di penna

Curdi, palestinesi, israeliani. Ma anche i Paesi Baltici e la penisola balcanica tra la fine del secolo scorso e l'inizio di questo, pagano la «stabilizzazione» decisa a Yalta nel febbraio 1945 da Stalin, Churchill e Roosevelt.

Un mondo diviso per zone di influenza che non teneva conto dei popoli con le loro tradizioni, le loro culture, la loro storia. Confini tracciati con un tratto di penna sulle mappe. Lo stesso presidente George W. Bush durante una visita in Lettonia sparò ad alzo zero su quelle decisioni. Così i curdi ora divisi in quattro nazioni diverse vivono da paria. In Siria, Iran e Turchia sono perseguitati. In Iraq dopo massacri che hanno rasentato il genocidio ora, dopo due guerre, hanno trovato una loro autonomia nel Kurdistan iracheno, una porzione di quella «nazione curda» cancellata dalla carta geografica. Così come fu per Israele e la Palestina mai concepite dai vincitori della II guerra mondiale e ancora oggi motivo di conflitti. Così l'Armenia ormai «trasferita» in un'altra zona del mondo.

Maurizio Piccirilli










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