Sono due le idee fondamentali: la memoria del contributo dei cattolici e le nuove responsabilità. Le settimane sociali si erano interrotte nel 1970 per una causa che va ricercata in "quella malattia - come la definì il filosofo Del Noce - che affligge i cattolici e che può anche essere mortale: il senso di subalternità nei confronti di altri progetti culturali". A partire dalla Rerum Novarum si assiste ad uno sviluppo del pensiero sociale della Chiesa. Negli anni '60 e '70 si diffonde la convinzione che la Dottrina Sociale della Chiesa sia "un'ideologia cattolico-conservatrice, borghese, un supporto in più del capitalismo". Negli ultimi anni però, sotto l'incitamento di Giovanni Paolo II, prima, e per le continue sollecitazioni di Benedetto XVI poi, la Dottrina Sociale Cattolica è diventata sempre più uno strumento nelle mani dei laici cattolici impegnati in politica. Per questo sempre più oggi "la sollecitudine per il sociale impegna i vescovi e tutti i cattolici italiani sulle questioni che caratterizzano la convivenza sociale in un impegno destinato a migliorare quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono lo sviluppo integrale della persona.
È evidente che pur rivendicando sempre e quando necessario il suo diritto-dovere di pronunciare giudizi morali sulle questioni politiche, sociali, economiche e culturali, la Chiesa sa bene che il passaggio tra il piano dottrinale e quello pratico presuppone mediazioni che sono di natura, appunto, politica, sociale, economica e culturale, per le quali sono competenti i laici.
È, dunque, un vero e proprio invito all'azione sociale concreta quello che la Chiesa rivolge ai laici cattolici, che operano in tutti i campi delle realtà temporali. Essi dovranno tenere conto che anche qui la prima norma da seguire è la difesa e la salvaguardia della dignità della persona, in relazione alla quale dipenderà la conformità o la difformità dei programmi, delle decisioni, delle attività dei governi, dei partiti politici, dei sindacati, delle istituzioni, dei gruppi e delle persone. La seconda idea fondamentale su cui poggia il tema prescelto per questo centenario delle Settimane Sociali - il bene comune - attiene alla presenza pubblica e politica del cattolicesimo del cui contributo nemmeno per il futuro potrà farsi a meno da parte di tutta la comunità nazionale.
Perchè "i fedeli laici non possono affatto abdicare alla partecipazione alla politica, ossia alla molteplice e varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale destinata a promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune". Che è anche il bene dell'Italia.