Il governo ha promesso alle parti sociali di porre rimedio a quelli che ha definito errori nella trasposizione normativa dell'accordo di luglio ma Cgil, Cisl e Uil e la Confindustria non si fidano e in attesa di vedere nero su bianco il protocollo nella versione originaria, mantengono alta la tensione. Lo stesso fa la sinistra radicale. Prodi in mezzo non sa come trarsi d’impaccio. Il disegno di legge che recepisce l'intesa sullo stato sociale dovrebbe essere trasmesso «a breve» al Quirinale per l'autorizzazione del capo dello Stato alla presentazione alle Camere. Per tutto ieri ci sono stati incontri tecnici per sbloccare la situazione. Sul tavolo c’è la questione del limite di una sola volta nella reiterazione dei contratti a termine che ha fatto infuriare la Confindustria. Gli industriali considerano insufficiente la deroga per gli stagionali promessa dal ministro del Lavoro Cesare Damiano. I sindacati hanno avuto l’assicurazione che ci saranno modifiche nella parte sulla previdenza ma finchè non arriva il testo definitivo non ripongono le armi. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha ventilato l’ipotesi dello sciopero generale: «Se le cose dovessero andare male è chiaro che ci sarebbe una reazione». I tempi sono stretti. Oggi i sindacati riuniscono i direttivi e anche la Confindustria ha il suo direttivo. Laura Della Pasqua
I parigini riscoprono il vélo durante lo sciopero del trasporto pubblico del 18 ottobre