che, dalla prima elementare in su, concorrono a rovinare le schiene dei nostri figli. Nel ddl sull'istruzione approvato ieri alla Camera un capitolo riguarda proprio «l'insostenibile pesantezza» degli zaini scolastici. «Sulla base di studi scientifici si è appurato che costituiscono un vero e proprio danno per la salute - si legge in una nota del ministero - Sarà costituito un nucleo tecnico scientifico per individuare il limite massimo tollerabile di peso e dimensione degli zainetti e per studiare soluzioni alternative al trasporto contemporaneo di tutti i libri». E siccome il problema principale restano i tomi pesanti «sarà prevista l'apertura di un dialogo con gli editori per valutare le modalità di realizzazione dei libri di testo, supportandoli con materiale informatico e fascicolandoli in più dispense se fosse necessario, dividendo le parti specifiche per gli insegnanti da quelle degli alunni». Il sottosegretario Bastico ha sottolineato che «è una norma che vuole affrontare il caro libri».
Una buona notizia per gli studenti ma soprattutto per i genitori che molto spesso fungono da «facchini» dei figli. In attesa che i tecnici del ministero mettano a punto strategie alternative al mammozzone, il consiglio degli esperti resta quello di sostituire lo zaino con un trolley oppure trasportalo su rotelline per valigie.
Tra le altre novità introdotte dal ddl c'è che la Tarsu, tassa comunale, sarà pagata dal Ministero sulla base di una quota pro-studente. Il ddl stabilisce che «le scuole, singolarmente, non sono tenute al pagamento della Tarsu, che sarà corrisposta direttamente ai comuni dal Ministero della Pubblica Istruzione, sulla base di una somma concordata in sede di Conferenza Stato-Città (pari a 38,734 milioni di euro) e rapportata alla numerosità degli studenti». In arrivo anche nuove risorse per l'edilizia scolastica che sono state recuperate e rimesse a disposizione delle Regioni. Per quanto riguarda il personale della scuola il ddl contiene infine una serie di norme volte a utilizzare le graduatorie dei concorsi per coprire tutti i posti ancora vacanti per i dirigenti scolastici.
Natalia Poggi