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Pedrizzi: gli istituti localistici già protagonisti nel comparto

Il microcredito arma anti povertà anche per i paesi più avanzati

Il microcredito entra, con gli opportuni adattamenti, anche nei paesi con economie avanzate. L'obiettivo è quello di offrire un sostegno concreto ai cosiddetti «nuovi poveri», cioè coloro che anche nei paesi sviluppati vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa.

«Non desta meraviglia che questo circuito trovi accoglienza, nel nostro Paese, nel comparto del Credito Popolare» ha spiegato nel corso del convegno, organizzato da Assopopolari su «Microcredito tra Welfare e prevenzione sociale», Riccardo Pedrizzi (An), segretario della commissione finanze, welfare e prevenzione della Camera dei Deputati.
Secondo l'onorevole «la banca popolare deve essere considerata come banca locale non perché di dimensioni in generale contenute, ma perché si caratterizza per la capacità di identificarsi con l'economia locale, per la conoscenza dei problemi degli operatori del posto, per l'importanza e il ruolo che assume per lo sviluppo dell'area, e, da non trascurare, in funzione di prevenzione dei fenomeni usurai.
Sul tema della povertà nei paesi ricchi e delle soluzioni per combatterla si è espresso anche il responsabile delle politiche sociali di Forza Italia, Roberto Mezzaroma: «Prima di parlare di microcredito è legittimo interrogarci sul concetto di povertà:parola questa che è venuta via, via, ad assumere un significato più complesso e problematico».
«C'è una povertà vecchia - ha proseguito Mezzaroma - dura a morire, che accompagna la persona da sempre; e c'è una povertà nuova, segno della società dell'incertezza e del disagio sociale. Una povertà che non miete vittime, o non lo fa in misura così massiccia come la vecchia, ma che causa problemi sofferenze, marginalità ed esclusione.
La diffusione del microcredito - ha concluso Mezzaroma - è una necessità a patto che si realizzino due condizioni: che si superi la separazione dell'aspetto economico da quello sociale, che mette a carico dello Stato gli interventi che l'economia di mercato lascia ai margini della strada e l'approccio negativo che i poveri non hanno diritto di credito.









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