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I PAPI IN ANTICIPO SULLA MODERNITÀ

di FLAVIO FELICE * IN UN editoriale Giuliano Ferrara fa notare al Sen.

Pera che, per quanto le posizioni di un certo "martinismo" volgarizzato possano apparire ad alcuni un po' "stucchevoli" ed "evanescenti", il Card. Martini è pur sempre nella Chiesa e le sue posizioni meriterebbero una maggiore attenzione. Il punto - sostiene Ferrara - è che per Pera il cristianesimo sarebbe una pura deduzione da asserti veritativi trasferiti gerarchicamente. Ritengo che abbia ragione Ferrara a ricordare che "i cosiddetti teocon dovrebbero tenere conto del fatto che il cristianesimo non è un'ideologia moralista, basata su valori semplicemente dedotti". A questo proposito, forse, è il caso di ribadire la specificità della prospettiva neoconservatrice di matrice cattolica tipicamente americana (volgarmente teocon), alla quale i nostrani teocon si sforzano di assomigliare. La peculiarità delle posizioni dei Catholic neocons, che li distingue anche dai conservatori tradizionalisti, ha a che fare in primo luogo con la critica a una certa interpretazione del Concilio: da un lato i bravi progressisti e dall'altro i cattivi conservatori. In tal senso, il riferimento principale di autori come Novak, Royal, Weigel e Neuhaus è il testo di Karol Wojtyla: "Alle fonti del rinnovamento" (presto ripubblicato da Rubbettino a cura della Fondazione "Novae Terrae"). Il Concilio appariva al Cardinale di Cracovia come un evento eminentemente pastorale. Ciò significa che, piuttosto che tematizzare ciò in cui dobbiamo credere, è intervenuto direttamente sul modo in cui dobbiamo rendere testimonianza dei contenuti della fede. Il problema, sostiene Rocco Buttiglione in un saggio del 1991, è metodologico e soggettivo. Per questo motivo ha ragione Ferrara quando scrive: «il richiamo alla connessione vitale con il mondo e alla vita delle idee e dottrine cristiane nel tempo, secondo la logica dell'incarnazione del logos, non lo si può dogmaticamente escludere dalla vita della chiesa cattolica». La critica dei tradizionalisti al Concilio si giocava tutta intorno al rifiuto del principio di libertà di coscienza, inteso come opposto al principio del diritto della verità. Nell'interpretazione conciliare di Wojtyla, la cifra della libertà umana ci è data dalla sua capacità di trascendere i propri impulsi per scegliere il bene: il modello di tale prospettiva antropologica è evidentemente Gesù Cristo. Gesù userà la propria libertà in obbedienza al Padre fino all'estremo dono di Sé. Ora, se la cifra della libertà è il dono, ne consegue - anche per il Sen. Pera - che non può esistere dono se non nella libertà. Sono in molti ad aver riconosciuto nel pontificato di Giovanni Paolo II un tenace sforzo di recuperare le ragioni del credere, senza alcuna tentazione nostalgica, scevra da qualsiasi smania "restauratrice" e tetro rifiuto dalla modernità. Per questa motivo, ha ragione da vendere Ferrara quando scrive: «il fascino di Ratzinger, e prima di lui del lungo apostolato o magistero di Giovanni Paolo II, sta nel fatto che si tratta di un fenomeno di comprensione e critica moderna della modernità. Wojtyla, Ratzinger e Ruini parlano di illuminismo cristiano, chiedono alla ragione di farsi più ricca». La nuova evangelizzazione proposta e testimoniata da Giovanni Paolo II va ben oltre i limiti della modernità, pur assumendone i caratteri più nobili, le aperture al trascendente, simbolicamente definite da P. Berger: "voci d'angeli". La dimensione moderna dell'evangelizzazione, il cosiddetto "Progetto Wojtyla", è stata esposta da R.J. Neuhaus, per il quale Wojtyla ha tentato di tracciare un cammino cristiano tutt'altro che contro la modernità quanto in realtà oltre essa. * docente di Dottrine Economiche e Politiche alla Pontificia Università Lateranense









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Fontana di Trevi

Fontana di Trevi

L'acqua della Fontana di Trevi tinta di rosso da un liquido non ancora identificato, gettato nella fontana oggi pomeriggio da uno sconosciuto che subito dopo è riuscito ad allontanarsi. L'atto vandalico è stato rivendicato dalla sigla 'Ftm Azione futurista 2007', con dei volantini fatti trovare in uno scatolone presso la fontana.