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18/04/2003 24:00

Il compositore Gastaldon, celebre alla fine dell'Ottocento, trascorse l'infanzia a San Vito

Un po' d'Abruzzo nella «Musica proibita»

Una via ricorda una figura oscurata da Mascagni e che non si piegò al regime

Egli, infatti, viene ancora oggi ricordato esclusivamente come l'autore di Musica Proibita, la famosa romanza, composta nel 1881, che lo rese inaspettatamente celebre a soli vent'anni. Presso l'Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, diretto dal prof. Francesco Sanvitale, sono conservati diversi ed importanti documenti e spartiti relativi al compositore torinese. Ma perché in passato il Comune di San Vito decise di intitolare una via proprio a Stanislao Gastaldon? Forse pochi sanno che il noto musicista da bambino abitò per alcuni anni proprio a San Vito. Fu comunque una permanenza del tutto casuale, determinata dai continui spostamenti, da una città all'altra in Italia, del padre Luigi Gastaldon, che svolgeva la professione di ingegnere. Per un certo periodo l'ing. Gastaldon soggiornò, con l'intera sua famiglia, anche a San Vito Chietino, per seguire i lavori di costruzione della linea ferroviaria. In quegl'anni, e più precisamente il 30 settembre 1864, nella cittadina adriatica nacque il fratello minore Guglielmo Giovanni Battista Filippo. Non si sa molto sulla vita del compositore, soprattutto per quanto riguarda il periodo della sua giovinezza. Sappiamo invece con certezza che Martino Stanislao Luigi Gastaldon (questo era il suo nome completo), frutto di una fuga d'amore della madre, Luigia Grazioli, nobildonna romana, e dell'ingegner Luigi Gastaldon, nacque a Torino l'8 aprile 1861, come risulta dall'atto di battesimo esistente presso la parrocchia di San Carlo di Torino. Per diversi anni soggiornò nel capoluogo piemontese, dove iniziò gli studi musicali, poi seguì la famiglia a Napoli. In seguito si trasferì a Roma, dove rimase fino all'età di nove anni. Dopo un breve periodo trascorso ad Orvieto, si trasferì definitivamente a Firenze, città dove rimase fino alla morte. Per Stanislao il periodo più fortunato, dal punto di vista artistico, fu sicuramente quello che seguì il successo di Musica proibita, grazie al quale ebbe la possibilità, aiutato anche dall'influenza della madre nobildonna, di essere introdotto nei salotti più importanti del tempo, dove regnava la cosiddetta romanza da camera. Nel 1883 svolse il servizio militare, durante il quale, grazie al successo ottenuto con le sue prime romanze, divenne uno dei "maestri" della banda del 24° reggimento fanteria. Terminato il servizio militare si trasferì a Roma, dove continuò a scrivere romanze, notturni, brevi pezzi per pianoforte e melodrammi. Gli storiografi affermano che egli compose oltre trecento romanze. In realtà, pur riconoscendo la sua grande produttività, quelle fino ad oggi effettivamente catalogate sono circa settanta. Nel 1888 Gastaldon decise di partecipare alla seconda edizione del rinomato "Concorso Sonzogno", presentando l'opera Mala Pasqua. La gara fu vinta dal noto compositore Pietro Mascagni con Cavalleria rusticana. L'opera di Gastaldon, ritirata dal concorso dallo stesso autore, prima ancora che questo giungesse a conclusione, fu rappresentata al teatro Costanzi, dove ebbe un buon successo di pubblico e di critica, ma successivamente fu inesorabilmente oscurata dall'incredibile fortuna che ebbe Cavalleria rusticana.
Non si conoscono né i motivi, né l'anno in cui Stanislao si trasferì a Firenze, dove continuò gli studi musicali con i maestri fiorentini Miliani e Creonti. Nel 1909 Gastaldon iniziò a collaborare con il «Nuovo Giornale» di Firenze, dove pubblicava le recensioni degli spettacoli e dei concerti che si svolgevano nei teatri "La Pergola" e "Verdi". Dopo qualche anno, l'avvento del regime fascista, rese tutto più difficile al compositore, il quale, a causa della sua indole libera, non volle mai aderirvi. Probabilmente fu proprio questa scelta a determinare la sua "estromissione" dal mondo musicale. In queg

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