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30/11/2010 05:30

Terracina La scoperta durante il restauro della chiesa dedicata a S. Cesareo

La sede del Capitolium è un'altra

Ercole Bersani TERRACINA Il Capitolium non abita più qui. Incredibile ma vero: il Campidoglio terracinese, sacrario numero uno della colonia romana, ha cambiato location. Una fresca scoperta archeologica lo trasferisce all'interno della cattedrale dedicata a S. Cesareo, diventato, con l'epopea cristiana del medioevo, il luogo sacro del nuovo culto. Ora non rimane altro che riscrivere libri e guide, compito molto più facile rispetto a quello di modificare la memoria collettiva. I lavori di restauro della cattedrale intitolata al patrono della città si stanno rivelando una miniera di ritrovamenti. L'ultimo ha la suggestione della novità rispetto a qualcosa che era solidificato nella nominazione e nella mente di tutti, da quando nel periodo bellico le bombe avevano portato alla luce dietro Palazzo Venditti un basamento con una colonna isolata, unica restante del fronte composto da 4 ìgemelle”. Non ci fu bisogno di una folgorazione. Quella costruzione divenne sic et simpliciter, agli occhi di studiosi e non, il Capitolium dell'antica città romana. D'altronde si sapeva che la fondazione delle colonie ad opera dei Romani avveniva sempre con la contestuale realizzazione di una struttura dedicata alla triade capitolina (Giunone, Giove, Minerva). Erano le divinità ufficiali, rappresentative di uno Stato, che manifestava in questo modo il suo potere. Per la città era un onore essere insignita di un tale privilegio. La versione ha retto per più di mezzo secolo. A dire il vero in tutto questo tempo c'è stato chi (Filippo Coarelli) ha sostenuto in una sua guida del Lazio che il Capitolium era da localizzare all'interno del Tempio maggiore, ma la sua affermazione ha assunto l'aspetto di un'eresia archeologica, per cui è rimasta relegata come un'ipotesi inattendibile, fino a quando fortuna e bravura non si sono coalizzate a rivelare qualcosa di clamorosamente inaspettato. E' successo che si stava risistemando un locale posto sul lato destro della Cattedrale prima delle cappelle quando l'occhio attento dell'esperto è andato ad una strana struttura a ìT”, nella quale si poteva individuare i resti del podio di una statua. Di un altro podio, nel passato, erano state scoperte tracce proprio nelle vicinanze dell'altare cristiano. A questo punto, l'intuizione: a quell'altezza, per tutta la larghezza del tempio, correvano le tre colonne, dedicate ad ospitare, a partire dal I secolo dopo Cristo, le statue dei maggiori della romanità quali Giunone, Giove e Minerva. Ora il puzzle archeologico, per essere completato, avrebbe bisogno solo del ritrovamento della terza base, ma il teorema trova conferma anche in una specifica circostanza: era abitudine dei Romani costruire il loro Campidoglio o su un'acropoli o a ridosso del foro per il significato ideologico che quella presenza si portava appresso. Ma, se il Capitolium terracinese non è più il Capitolium, cosa rappresenta quella piattaforma che si trova dietro l'Appia antica? Per una verità che si scopre, un giallo che nasce.

Redazione online






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