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31/08/2011 05:30

Schiuma nel fiume. Chiuso l'impianto

Deborah Di Vincenzo I residui di detersivo contenuti nei flaconi di plastica stoccati nel piazzale dell'impianto, finivano dritti dritti nel fiume «Cursitiello». Per questo la Procura di Isernia ha disposto il sequestro dello stabilimento di smaltimento rifiuti di Monteroduni, denunciando il titolare. Le indagini, affidate agli agenti del Corpo Forestale di Forlì del Sannio, sono partite grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini che, da qualche tempo, notavano della schiuma bianca all'interno del corso d'acqua. E per questo avevano chiesto controlli più approfonditi, anche perchè l'acqua di quel torrente viene utilizzata dai contadini della zona per irrigare i campi. Così, quell'impianto è finito nel mirino della Procura che ha disposto dei sopralluoghi. Si è scoperta la presenza di un foro nel muro di recinzione alla cui base c'era effettivamente della schiuma. Ulteriori accertamenti hanno consentito ai Forestali di scoprire che proprio in prossimità del muro di cinta veniva stoccata una grossa quantità di bottiglie di plastica, che contenevano in origine dei detergenti. Ora, alla base di questo cumulo di recipienti si era formata una pozzanghera con della schiuma bianca. Che finiva nel corso d'acqua trasportata dalle piogge, proprio dai fori della recinzione. Per questo sono state effettuate delle analisi dall'Arpam, che hanno confermato la natura dei reflui: erano industriali. Sono state perciò effettuate verifiche più approfondite che hanno consentito di stabilire con certezza la totale assenza, presso lo stabilimento, di qualsiasi sistema di canalizzazione e raccolta delle acque meteoriche e dei reflui prodotti dallo stoccaggio dei rifiuti. In pratica, a distanza di cinque anni dalla sua nascita, l'azienda non si era ancora adeguata alla normativa prevista e quindi lo stabilimento svolge attività di recupero rifiuti senza rispettare le regole previste per la tutela dell'ambiente. Da qui, la Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro preventivo dell'impianto. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati dal procuratore capo Paolo Albano. «La lotta costante all'inquinamento ambientale – ha ribadito – resta una priorità. Fondamentale in questo caso – ha aggiunto – si è rivelata la collaborazione dei cittadini».

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